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Luglio 23, 2019
Recensioni

Avngers: infinity War

Di Antonio Rufolo

LO TEMI

LO EVITI

IL DESTINO ARRIVA COMUNQUE.

Sono trascorsi dieci anni dal primo Iron Man del 2008, diciotto lungometraggi dopo la casa delle Idee ci regala la pellicola più ambiziosa e colossale dell’universo cinematografico Marvel :Avengers-Infinity War.

Un poderoso team di supereroi, che abbiamo imparato a conoscere nell’arco narrativo di una decade, deve fronteggiare l’antagonista per antonomasia, Thanos, bramoso di recuperare le Gemme dell’infinito, che rendono il possessore padrone dell’intero Universo.

La trama del film non è diversa dai precedenti Avengers firmati Joss Whedon ma la grande forza di quest’ultima incursione cinematografica Marvel sono proprio i personaggi, quelli che normalmente in un blockbuster con un budget importante vengono trascurati per lasciare spazio ad effetti speciali ipertrofici e spettacolari. Sono questi il principale motore che anima Infinity War, ciascuno con il proprio spazio essenziale nel film.

I fratelli Russo orchestrano un ensemble di attori, vincendo la scommessa di superare il livello qualitativo di Captain America: The Winter Soldier ed affinando il rapporto collaborativo o conflittuale e le dinamiche tra i vari supereroi già iniziato con Captain America: Civil War. Qualsiasi eroe, che sia Iron Man, Spider Man, Visione, Thor,  Doctor Strange o Bruce Banner, ha la sua personalità e la sua dose di umanità, tale da rendere ancora piu’ forte il legame empatico con lo spettatore.

Il grande protagonista di questo film è paradossalmente proprio il suo villain: il Titano Thanos che come caratterizzazione è secondo solo a Loki. Intravisto in delle piccole easter egg nei primi due Avengers e in un cameo esteso in Guardiani Della Galassia (2014), questo enorme antagonista è quello ad avere il maggiore spazio nel film, non è un caso che la sua ingombrante presenza scenica apre e chiude la pellicola. Il suo scopo è di “equilibrare” l’intero universo sterminando metà della popolazione dei pianeti che decide di sottomettere alla sua volontà . Per portare a termine questo suo compito deve impossessarsi delle sei Gemme dell’Infinito. La pericolosità di queste sei gemme (già potentissime anche da sole) deriva dal fatto che, qualora riunite in un unico artefatto capace di imbrigliarne il potere, il Guanto dell’Infinito, esse donino a chiunque lo brandisca l’onnipotenza assoluta.

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Partendo da queste premesse i fratelli Russo regalano un blockbuster gargantuesco che intrattiene per tutti i 140 minuti di proiezione, non risparmiando nessun personaggio se è necessario.

Fin dal bellissimo prologo che ribalta il finale scanzonato del precedente Thor:Ragnarock  (2017), lo spettatore si rende conto che nessun supereroe è immune dall’ira e volontà di Thanos .

Il grande pregio del film è la capacità di seguire quattro binari narrativi ben consolidati che confluiscono in un finale apocalittico mai visto in una pellicola Marvel/Disney.

Da una parte abbiamo il gruppo di Iron Man (un sempre in forma Robert Downey jr), Spidey e Doctor Strange che raggiungono le rovine del pianeta Titano, il primo mondo vittima delle follie di Thanos, dall’altro la squadra di Captain America che, sulla Terra, deve proteggere la Gemma di Visione (Paul Bettany) e cercare di estrapolarla dal suo sistema nervoso sintetico per distruggerla e sottrarla dal titano (bellissimo il legame tra Visione e Wanda che rende ancora più straziante il destino di uno dei personaggi). L’avventura di Thor che deve forgiare un nuovo martello ed in ultimo, l’arco narrativo di Thanos, quello piu’ interessante, che trova l’apice quando quest’ultimo deve recuperare la Gemma Dell’Anima, pagando un prezzo altissimo (si imbatte, inoltre, nel guardiano della pietra: Red Skull!)  .

Giocando su questo meccanismo, il film si dipana con una sequela di continui colpi di scena sempre originali ed elaborati che culminano in una epica battaglia nel Wakanda degna del miglior Peter Jackson.

Il finale dimostra come Kevin Feige, produttore di tutto l’universo cinematografico Marvel, è riuscito a portare sul grande schermo una conclusione  (chiaramente non definitiva) apocalittica che fino a qualche anno fa era praticamente impossibile per un film di supereroi per famiglie. L’ultima inquadratura indugia sullo sguardo di Thanos, stanco, che si gode un tramonto brandendo il suo guanto completo di tutte le gemme mentre metà della razza umana si trasforma in polvere.

Trascurando Ant-Man and The Wasp (2018), che dovrebbe ambientarsi prima o contemporaneamente agli eventi di Infinity War, la nuova scommessa produttiva ora è Captain Marvel (2019) . Ambientato negli anni 90’ introdurrà una nuova eroina Marvel (Brie Larson) ed il ritorno di vecchie glorie della Fase 1 :Nick Fury (l’inossidabile Samuel L. Jackson) e l’agente Coulson (Clark Gregg). Sarà lei il deus ex machina per combattere Thanos?

 

 

 

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