Jurassic World – il regno distrutto

<
[Voti: 0    Media Voto: 0/5]

 

Di Andrea Persi 

Il papà dei moderni media franchise che diede vita a fumetti, videogiochi e due serie animate progettate, ma ami realizzate chiuse i battenti nel 2001 con il disastroso terzo capitolo diretto dal regista di Jumanji Joe Johnston, poi finito a dirigere uno primo film su Capitan American dell’interminabile saga dei super eroi Marvel,  che pur essendo un discreto successo di pubblico fu pesantemente stroncato dalla critica.  Tre anni fa la sindrome da reboot che ha colpito e imperversa tuttora nel cinema americano ha coinvolto anche la saga creata da Steven Spielberg riproponendo la formula e, tutto sommato anche la trama del primo film,  nella confezione che tanto va in voga in questi ultimi tempi nel cinema più commerciale con il protagonista macho ma eternamente afflitto dalla sindrome di Peter Pan, la scienziata laureatasi tipo a 16 anni il contorno, più o meno ampio, di personaggi comici, il bambino\i che fa sempre tenerezza e ovviamente i cattivoni in stile James Bond. Diretto da Colin Trevorrow il film fu un buon successo ma lontano anni luce dal capolavoro del regista di E.T. e lasciò spazio per un sequel in uscita oggi diretto dallo Spagnolo Juan Antonio Bayona (Impossibile, Sette minuti dopo la mezzanotte), per la sceneggiatura scritta nuovamente da Colin Trevorrow, regista del film precedente e da Derek Connelly, autore anche del demenziale Kong : Skull Island, la fotografia di Óscar Faura, gli effetti speciali dell’inglese David Wickery e le musiche del premio Oscar per il cartoon della Disney Up, Michael Giacchino.

Dopo gli eventi del primo film, i dinosauri di Isola Nublar (alias il post più sfigato dell’America Centrale) sono in pericolo perché il vulcano dell’atollo si è risvegliato ed è sul punto di eruttare. Mentre il governo degli Stati Uniti decide di non intervenire il ricco Benjamin Lockwood (James Cromwell) vecchio amico di John Hammond, organizza una spedizione per evacuare le specie dell’isola a cui partecipano la Dottoressa Claire Dearing (Bryce Dallas Howard) lo studioso di raptor e suo ex fidanzato Owen Grady (Chris Pratt), il tecnico informatico Franklin Webb (Justice Smith) e la veterinaria Zia Rodriguez (Daniella Pineda). Ma qualcuno ha altri scopi che quello di salvare gli animali in pericolo.

Dispiace sempre bocciare il film di un regista che si apprezza, ma stavolta non se ne può davvero fare a meno. Al suo primo blockbuster, Bayona toppa clamorosamente, forse per aver fatto eccessive concessioni alle regole dello showbiz, ammorbando lo spettatore con oltre due ore di insulsaggini narrative degne di un film della serie di Scary Movie o di una delle peggiori pellicole dei Fratelli Vanzina tra cui annoveriamo: Pratt in stato di paralisi celebrale in stile Di Caprio in The wolf of Wall Street che scampa a una colata vulcanica nascondendosi dietro a un tronco (Cosa? la lava incandescente fonde il legno? Non in questo film), i nostri eroi che saltano a bordo di una nave che sta salpando con un camion e nessuno dei Malboro Men presenti si accorge di loro, il solito mentecatto che non si avvede del pericolo perché pensa bene di continuare a tenere le cuffie sulla testa mentre gli altri lo chiamo e si potrebbe andare avanti a lungo. Qualche scena ben girata come quella del salvataggio subacqueo dell’irritante Bryce Howard, che almeno stavolta percorre le giungle tropicali con le scarpe senza tacchi e del suo amico nerd o quella dello scontro finale col dinosauro cattivo di turno non risollevano dal tedio una pellicola che cercando di strizzare l’occhio alla saga originale, passando dal bastone di John Hammond, alla scena di stupore alla vista del brachiosauro, fino al ritorno del personaggio di Ian Malcolm in un cameo, non cela i limiti di una sceneggiatura che praticamente “farfuglia” e scade del parodistico per dare un senso al nuovo sfruttamento commerciale dei bestioni preistorici da parte dei cattivi e per trovare uno straccio di finale alle storia che, ovviamente, getti le basi per il sequel già previsto nel 2021.

In attesa che a Hollywood tornino le idee come quelle del cinema degli anni ’90, continuiamo a vivere di ricordi in home video, sia pure in alta definizione.

Leave a Comment

Your email address will not be published.