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16 Dicembre, 2019
Recensioni

Maleficent – Signora Del Male

L’interessante esperimento, ispirato dalla serie tv della ABC C’era una volta, di raccontare, tramite il live action, i classici in maniera diversa da quella tradizionale ha avuto purtroppo vita breve e la Disney è tornata in fretta a girare film che, salvo piccole ma apprezzabili differenze, ricalcavano, anche con un certo compiacimento artistico, il cartone da cui erano tratti.

Ma qualcosa è rimasto. E si tratta della storia della Bella addormenta rivisitata dal punto di vista della strega Malefica il cui sequel arriva in questi giorni nelle sale, diretto dal norvegese Joachim Rønning (Pirati dei Caraibi – la vendetta di Salazar), per la sceneggiatura del gruppo formato da Linda Woolverton, Micah Fitzerman-Blue e Noah Harpster, la fotografia di Henry Braham (I Guardiani della Galassia 2) e le musiche di Geoff Zanelli (Ritorno al Bosco dei 100 Acri).

Cinque anni dopo la riunione del regno di Re Stefano con quello della Brughiera, Aurora (Ella Fanning), che regna in pace su quest’ultimo, sempre protetta dalla madrina Malefica (Angelina Jolie), accetta la proposta di matrimonio del principe Filippo (Harris Dickinson), figlio di re Giovanni (Robert Lindsay) e della regina Ingrith (Michelle Pfeiffer). Ma qualcuno trama nell’ombra per distruggere la felicità dei due innamorati e scatenare una nuova guerra contro le creature magiche.

Questo secondo capitolo si svincola del tutto dalla celebre fiaba, sia pure mantenendone alcuni elementi come le tre pasticcione fate madrine Verdelia (Juno Temple), Giuggiola (Imelda Stauton) e Fiorina (Lesley Manville) e l’arcolaio incantato, per raccontare, all’interno di una sontuosa cornice estetica e scenografica, memorabili, infatti, le scene dell’eremo delle creature della notte o dell’assedio al castello, una storia sulla diversità (c’é anche un garbato riferimento, come nel recente La bella e la bestia, all’omosessualità, a riprova che la Disney sembra determinata a spezzare questo tabù) e su come l’amore e la gentilezza possano mutare anche il cuore più duro, mentre il pregiudizio e la menzogna, infangare anche le persone migliori. Straordinario valore aggiunto è, infine, Angelina Jolie con il suo fascino algido e il sarcasmo acido che donano alla pellicola un notevole tocco di modernità rispetto a un ordinario fantasy.

Con la speranza di non dover attendere altri 4 anni per un sequel, godiamoci, grandi e piccoli, le nuove avventure di una strega dal cuore d’oro.

Andrea Persi 

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