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Ottobre 30, 2020
Recensioni

Animali Fantastici e Dove Trovarli I Crimini Di Grindelwald

Di Andrea Persi

Sapete che hanno in comune Padre Amorth, il sacerdote esorcista che sosteneva che i gay andranno dritti all’inferno e l’attore Ian Mckellen, amatissimo interprete di Gandalf e Magneto nonché attivista di lungo corso della comunità lgbt? Entrambi hanno criticato l’universo creato da J.K. Rowling. Se il religioso, scomparso due anni orsono, affermava che Satana avesse agito nascosto tra le pieghe della tunica del giovane mago, Sir Ian non l’ha mandata a dire sull’autocensura che il nuovo film dello spin off\prequel sul Magizoologo Newt Scamander (Eddie Redmayne) ha posto sulla reale natura del rapporto tra Albus Silente (ora interpretato da Jude Law) e perfido mago oscuro Gellert Grindelwald (Johnny Depp). Non sappiamo se il regista Peter Yates, qui al suo sesto film sul mondo dei maghi della porta accanto, sceneggiato dalla stessa J.K. Rowling, per la fotografia di Philippe Rousselot (Sommersby, The nice guys) e le musiche di James Newton Howard (Blood Diamond, Io sono leggenda), abbia voluto evitare un polverone o riferimento troppo esplicito per il pubblico più giovane, che nel corso della pellicola vedrà comunque di “peggio”, ma certamente la questione non potrà essere svicolata a lungo nelle prossime tre pellicole programmate.

Un anno dopo la sua cattura a New York, Gellert Grindelwald, riesce a fuggire e, con un gruppo di seguaci, a raggiunge Parigi dove spera di trovare il potente Credence Barebone (Ezra Miller) per farne un suo alleato. Persuaso dal suo vecchio professore, Albus Silente, Newt Scamander si mette alla ricerca del mago oscuro aiutato anche stavolta dall’amico Babbano Jacob (Dan Fogler) e dalle streghe Tina (Katherine Waterston) e Queenie (Alison Sudol). Ma altri misteriosi e potenti personaggi sono sulle tracce di Grindelwald e di Credence.

Il regista del peggior Harry Potter di sempre, ovvero il Principe Mezzosangue, sembra aver imparato dai propri errori, mettendo in evidenza, così da evitare al pubblico la sensazione del “già visto”, ciò che nel precedente capitolo era toccato di sfuggita come le origini di Credence o il personaggio di Grindelwald, machiavellico e mefistofelico quanto Voldemort era brutale e spietato e relegando il resto, come le creature fantastiche del titolo in scene d’azione secondarie o intermezzi umoristici come quelle con l’ormai iconico Snaso. Per certi versi, in realtà, gli animali fantastici (e terribili) diventano gli stessi protagonisti umani, a cui si aggiungo il fratello maggiore di Newt, Theseus (Callum Turner) e la sua ex compagna di scuola Leeta Lestrange (Zoë Kravitz, figlia del mitico Lenny), la quale avrà un ruolo fondamentale nella vicenda. Una vicenda più oscura della precedente che rischia spesso di inciampare su trovate stiracchiate, come la spiegazione del ritorno del personaggio di Jacob, collegamenti con il resto della saga non sempre riusciti, interessante la scoperta delle origini di Nagini (Claudia Kim), ma del siparietto comico con l’alchimista pluricentenario Nicolas Flamel (Brontis Jodorowsky) non ne sentivamo davvero il bisogno e la petulante fissazione di Yates per gli interludi romantici (perfino il pluriomicida psicopatico Grindelwald ha la ragazza), anche se complesso la storia si mantiene su buoni livelli di suspense e spettacolarità, vedasi le scene al Ministero della Magia francese o nel cimitero di Pere Lachaise, nonostante la lunghezza sfinisca a tal punto lo spettatore da trovarlo quasi assopito al momento colpo di scena finale.

Un secondo capitolo che pur non facendo sfracelli, dimostra che il franchise potteriano gode ancora di ottima salute. A novembre 2020 per il prossimo capitolo, forse, ambientato in Italia.

Andrea Persi

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