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ENNIO FANTASTICHINI: IL PRIMO ANTIEROE

[Voti: 1    Media Voto: 4/5]

DI Andrea Persi 

Era il 1989. Leonardo Sciascia che sarebbe scomparso proprio quell’anno, tornava sul grande schermo con un film diretto da Gianni Amelio e tratto dal suo romanzo Porte aperte che, come una sorta di legal thriller ante litteram parlava della coraggiosa battaglia di un maturo magistrato, interpretato da Gian Maria Volontè, per salvare, nell’Italia fascista degli anni ’30, la vita di un imputato condannato a morte per triplice omicidio.

A interpretare quest’ultimo c’era l’allora trentaquattrenne Ennio Fantastichini, poi premiato col Nastro d’Argento, che offrì al pubblico tutta la complessità di un personaggio, talmente vittima del sistema di Potere, da arrivare a desiderare la morte.

Fantastichini nato a Gallese, in provincia di Viterbo nel 1955, è sempre stato questo. Un attore che ha saputo creare, prima che la parola antieroe divenisse così abusata, personaggi che non erano mai di un solo colore ma sempre straordinariamente ricchi di sfumature dal paterno Enrico Fermi de I ragazzi di Via Panisperna al “generore” romano di Ferie d’Agosto fino ai più popolari Saverio Bronta e Renzo Rontini delle serie televisive La piovra 7 e  Il mostro di Firenze

Oggi che Fantastichini ci ha lasciato per un brutto male, lo salutiamo consapevoli che il Cinema è la Tv sono più grigi.

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