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Film di Natale

DI Andrea Persi

Il Natale, si sa, è tradizione. Gli auguri (con l’immancabile tormentone “a te e famiglia” I regali, il cenone, l’albero, il presepe (rappresentazione di una famiglia in fuga dalla propria terra 2000 anni fa, tanto amata dai nostri politici, quanto poco lo sono quelle in carne e ossa che scappano al giorno d’oggi) e, ovviamente il film di Natale. A lungo hanno dominato storie per famiglie ad alto contenuto sentimentale come La vita è meravigliosa, Miracolo sulla\nella\della\alla (a seconda delle versioni) 34 strada e le svariate trasposizioni del Canto di Natale di Dickens (la cui genesi è stata raccontata lo scorso anno del film Dickens – L’uomo che inventò il Natale dell’indiano Bharat Nalluri). Il consumismo degli anni ’80 e ’90 ci ha invece portato film che potremmo definire di denuncia dell’ipocrisia natalizia come Una poltrona per due (ossessivamente trasmesso dalle reti Mediaset ogni vigilia negli ultimi 20 e passa anni), Mamma ho perso l’aereo, il cui protagonista, l’ormai trentottenne, Macaulay Culkin ha riproposto quest’anno alcune delle scene più famose in uno spot per Google Assistant, l’orrorifico I Gremlins di Jo Dante o la commedia nera Parenti serpenti di Monicelli. Più di recente, se si escludono sporadiche pellicole irriverenti come il Babbo Bastardo di Billy Bob Thornton, a farla da padrone sono i vari cinepanettoni in cui il Natale era solo un pretesto per mettere insieme un gruppo di personaggi alle prese con gag buone per tutto l’anno le commedie romantiche e un po’ favolistiche come Love Actually e i film per i più piccoli come Polar Express che sembrano aver monopolizzato l’intrattenimento cinematografico e televisivo dei giorni di festa.

Difficile dire se sia un bene o una male. Perché se è bello credere nella magia di storie rassicuranti non è nemmeno sbagliato ricordarsi, magari in maniera dissacrante, che far essere Natale tutto l’anno dipende soprattutto da noi.

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