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Settembre 22, 2020
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FILM IN QUARANTENA 1 – DIECI PICCOLI INDIANI (1945)

Sfruttiamo nostro malgrado questo periodo di isolamento domestico per recuperare o rivedere qualche pellicola del passato, sperando che ci aiuti a passare più in fretta il tempo.

Quella di quest’oggi è la prima adattamento cinematografico del classico di Agatha Christie Dieci Piccoli Indiani (conosciuto anche come E poi non rimase nessuno), disponibile sulla piattaforma Amazon Video, uscito nei Cinema nel lontano 1945 (6 anni dopo la pubblicazione del romanzo e un anno prima della sua edizione italiana) per la regia di René Clair (Ho sposato una strega, Avvenne domani), la sceneggiatura di Dudley Nichols (Ombre rosse, Le campane di Santa Maria), la fotografia di di Lucien N. Andriot (La spia, L’uomo del Sud) e le musiche del compositore italiano Mario Castelnuovo-Tedesco (Torna a casa, Lassie, Lo spettro di Canterville).

Dieci persone che non si sono mai viste, il Giudice Quinncannon (Barry Fitzgerald), il Dottor Armstrong (Walter Huston, padre del più famoso regista di western John), l’avventuriero Philip Lombard (Louis Hayward), la segretaria Vera Claythorne (June Duprez), la puritana Emily Brent (Judith Anderson), l’investigatore William Henry Blore (Roland Young), il generale Sir John Mandrake (C. Aubrey Smith), il principe Nikita Starloff (Mischa Auer) e i domestici Thomas ed Ethel Rogers (Richard Haydn e Queenie Leonard), vengono invitati da un misterioso milionario su una sperduta isola a largo della costa del Devon, scoprendo ben presto di essere stati riuniti per essere giustiziati uno dopo l’altro per delitti che hanno commesso, ma che la legge non ha saputo punire.

Il primo di una serie di trasposizioni in cui il finale del romanzo viene modificato in quello, più rassicurante, creato dall’autrice per la pièce teatrale (occorrerà aspettare la miniserie tv del 2015, interpretata tra gli altri da Miranda Richardson, Charles Dance e Sam Neill per vedere ristabilito il finale originario, quindi se siete fan dell’epilogo letterario evitate le altre versioni) che Claire fu chiamato a dirigere dopo che Frank Capra gli venne preferito alla regia di Arsenico e vecchi merletti.

Il cineasta parigino costruisce una gradevole commedia nera, ricca di humor anglosassone (che venne molto apprezzato negli Stati Uniti, dopo il film fu prodotto, ma meno nel Paese d’origine del regista) depurando la carneficina in progressione aritmetica creata dalla Christie da ogni particolare macabro o cercando di renderlo grottesco e surreale anche inserendo, alla bisogna, insolite gag con ubriachi e personaggi che si spiano a vicenda in un crescendo di fughe, inseguimenti e improbabili congetture su chi sia l’assassino (ma anche su chi sarà la prossima vittima) che trasformano il cupo racconto della scrittrice inglese in una vera e propria commedia di omicidi, basata, come del resto Avvenne domani, sul concetto che la conoscenza del futuro (in questo caso annunciato da un sinistro messaggio registrato) contribuisce a farlo avverare.

Il cast di buoni caratteristi (tra cui ricordiamo l’attore irlandese Barry Fitzgerald, premio Oscar quello stesso anno per La mia via di e spalla di John Wayne in Un uomo tranquillo, il già citato Walter Houston, Judith Anderson, iconica interprete dell’inquietante Sig.ra Danvers in Rebecca – la prima moglie e Mischa Auer che negli anni successivi lavorerà spesso anche in Italia perfino al fianco di Antonio De Curtis, nel parodistico Che fine ha fatto Totò Baby?) servono egregiamente le intenzioni del regista, regalando al pubblico una pellicola più commedia che gialla, ma molto piacevole anche se inevitabilmente datata nella narrazione.

Andrea Persi

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