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Ottobre 16, 2019
Recensioni

Ghostbusters

Di Andrea Persi

L’ennesima lunga attesa è terminata e arriva nelle sale il reboot delle celebri pellicole dirette da Ivan Reitman ormai oltre 30 anni orsono.  Il regista slovacco si è defilato dal progetto che invece è stato caldamente sostenuto dal vecchio cast in particolare da Dan Aykroyd e Bill Murray, mentre Rick Moranis non ne ha voluto sapere, e probabilmente non ha avuto tutti i torti.

Dietro la macchina da presa ora c’è Paul Feig (Mi sono perso il Natale, Spy)  che cura la sceneggiatura assieme alla giovane Katie Dippold (Corpi da reato) mentre Robert D. Yeoman (Red Eye, Grand Budapest Hotel) si occupa della fotografia e  Theodore Shapiro (Lo stagista inaspettato, Zoolander 2) delle musiche

Erin Gilbert (Kristen Wiig, Whip it, Sopravvissuto – The Martian) è una seriosa insegnante della Columbia University in attesa della tanto sospirata cattedra. La donna in passato ha studiato i fenomeni paranormali assieme alla compagna di scuola Abby Yates (Melissa McCarty, Una notte da leoni 3, Una spia e mezzo) ma ora è una scettica convinta. La pubblicazione in rete da parte dell’ormai ex amica di un loro vecchio libro sui fantasmi che potrebbe mettere a rischio la sua promozione  costringe Erin a rintracciare Abby, la quale si occupa ancora del paranormale in una piccola università privata assieme all’eccentrica studiosa di fisica Jillian Holtzmann (Kate McKinnon, Ted 2, Masterminds – I geni della truffa). Le tre donne scoprono che una casa di New York, Villa Aldridge, è davvero infestata e questo, pur risvegliando la fede di Erin e riconciliandola con Abby, le costa in lavoro alla Columbia. La professoressa decide così di associarsi con le altre due per aprire un’agenzia di acchiappafantasmi (che tentano invano di denominare centro per gli studi sul paranormale) a cui si aggregano Patty Tolan (l’attrice televisiva del Saturday night live, Leslie Jones) un’addetta alla metropolitana di New York che ha visto anche lei un fantasma e lo stralunato segretario Kevin Beckam (Chris Hemsworth, Avengers : the Age of Ultron, Il cacciatore e la regina di ghiaccio). Il gruppetto, tra lo scetticismo generale e cacce più o meno riuscite, scopre che le apparizioni non sono episodi isolati ma fanno parte di un piano orchestrato da qualcuno che vuole sfruttare gli spettri per i suoi scopi.

Il plot come si vede non brilla certo per originalità e anzi riprende parecchie situazioni già viste nel primo film, dalla ricerca di una base operativa, al quarto membro che si aggiunge in seguito, dalla possessione demoniaca in danno di uno del gruppo, al problema dello scetticismo delle autorità e qui abbiamo niente popo di meno che Andy Garcia come sindaco di NY. Il tutto viene però sfrondato da inutili ripetizioni e sdoppiamenti, ad esempio la prima cliente diviene è anche il quarto componente della squadra mentre Hemsworth concentra in sé sia il personaggio della segretaria Janine Melnitz e che quello di Louis Tully del film originale per un approccio che vorrebbe essere più ritmato ma che spesso si perde nelle incomprensibili e superflue (se costruisci un marchingegno già visto nel primo film è a che serve perdere ore per spiegare cosa sia?) spiegazioni ipertecnologiche di Holtzmann e nelle inutili citazioni della pellicola originale, a questo proposito occorre precisare che l’universo del reboot funziona come se gli originali Ghostbusters non fossero mai esistiti, sebbene siano presenti la celebre caserma e vi sia qualche vago accenno circa il fatto che la autorità cittadine sono ben consapevoli che i fantasmi esistono. Anche i camei del vecchio cast (occhio all’ultimo durante i titoli di code), a cui i piccoli ruoli interpretati dall’attore Ed Begley Jr e dell’ormai onnipresente Charles, Tywin Lannister, Dance, sembrano servire solo ad allungare il brodo fino alla soglia delle due ore.

In ogni caso i momenti divertenti e le battute salaci non mancano e nemmeno l’azione, pensiamo alla scena del concerto, rafforzata da effetti speciali che in 30 anni sembrano essersi più evoluti della fantasia degli sceneggiatori. Il che, tutto considerato, rende la pellicola divertente e piacevole anche grazie alle canzoni disco anni ’80 scelti da Shapiro per le musiche (pensiamo al brano dei Debarge The rhythm of the night) ad un sapiente remix dei brani originali.

Sul lato recitativo spicca il trio formato da Hemsworth, che si dimostra davvero bravo anche sotto il profilo comico, sfruttando il contrasto del bellone\imbranato, Leslie Jones e Kate McKinnon, mentre meno efficaci appaiono Melissa McCarty e Kristen Wiig che appare, quest’ultima, a tratti apertamente irritante e fastidiosa. Molto bravo e convincente anche il “cattivo” Neil Casey (anche lui attore dal background televisivo proveniente dal Saturday night live).

Siamo ormai talmente sommersi dai sequel, e talmente delusi dagli stessi, che il la preoccupazione ormai non è se “sarà migliore del precedente” ma “se riuscirà a non rovinarlo”. Questo Ghostbusters tutto al femminile centra questo obbiettivo al ribasso, offrendoci una commedia divertente, dagli ottimi effetti speciali anche se con una trama non certo innovativa. Difficile che diventi un cult come i film di Reitman, a cui non aggiunge nulla di nuovo, ma di certo merita di essere visto.

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