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Guardami Negli Occhi

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Di Andrea Persi

Vedere e guardare sono due cose diverse. Nel parodistico Senza indizio, Michael Caine nei ruoli di un imbranato Sherlock Holmes bullizzava simpaticamente un giornalista mostrando come non sapesse descrivere la facciata dell’edificio che aveva di fronte, mentre in Red Dragon il nostro cannibale preferito Hannibal Lecter, interpretato dal Anthony Hopkins, redarguiva Will Graham\Edward Norton su fatto di non aver visto, nel senso di averne percepito l’aspetto essenziale, ma solo guardato un dettaglio significativo per risolvere il caso.

La differenza tra i due concetti, intenso il vedere come qualcosa un’esperienza superficiale quasi istintiva e il guardare come qualcosa di più profondo, è l’elemento portante, ma non l’unico, del nuovo cortometraggio e ideale seguito del precedente Picture of you, del regista e sceneggiatore Riccardo Cozzari, entrambi disponibili sul canale della neonata Nostalghia Production all’indirizzo

All’opera hanno collaborato Yassine Riahi al montaggio, Samuele Ercolanelli alla fotografia e Jacopo Cerolini alle musiche mentre il cast è formato da Andrea Catena, Naomi Segazzi, Alessia Bovaio ed Ettore Ranocchia.

Il giovane fotografo Tommaso (Andrea Catena) conosce Anna (Naomi Segazzi) in un negozio di fotografia (lo stesso del precedente corto) e decide di ritrarla con la macchina fotografica, finendo con innamorarsi di lei, finché un banale incidente non distrugge il rapporto tra la coppia.  Ma le cose, forse, non stanno come sembrano.

Tra Blow out di Antonioni e Memento di Nolan, il cortometraggio in maniera semplice e allo stesso tempo celebrale e introspettiva analizza nuovamente il tema dell’amore stavolta contrapposto non alla perdita ma alla passione, rappresentando il primo come qualcosa che richiede impegno e dedizione e la seconda come una sensazione effimera quasi un’imitazione dell’amore, come lo sono della realtà le immagini su una fotografia. Se quindi nell’amore la memoria “guarda” e diventa come in Picture of you, immutabile e granitica col rischio perfino di diventare ossessione, nella passione si limita a “vedere” divenendo fragile e labile come il sentimento a cui si riferisce.

Un corto molto interessante e ben recitato dai due giovani protagonisti e il cui significato si apprezza pienamente se visto dopo l’opera precedente.

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