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Halloween

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[Voti: 2    Media Voto: 4/5]

Di Andrea Persi

A livello filmico Michael Myers e Jason Voorhees, il serial killer di Venerdì 13 hanno parecchio in comune. Entrambi silenziosi a differenza del logorroico Freddy Kruger, entrambi mascherati (maschera di Halloween ispirata al volto del capitano Kirk per il primo, maschera da portiere di hockey per il secondo), entrambi apparentemente immortali ed entrambi che scatenati con cadenza annuale. Ma a livello extra filmico le cose cambiamo. Il fanciullone di Crystal Lake ha infatti avuto un rapporto più “sano” con i vari capitoli della sua saga, che lo hanno visto a bordo di navi da crociera e perfino nello spazio profondo senza che, però, nessun regista abbia mai voluto rinnegare i capitoli precedenti. I cineasti che hanno proseguito l’opera di John Carpenter, pensiamo al reboot di Rob Zombie o alla “resurrezione” di Jamie Lee Curtis in Halloween 20 anni dopo, hanno scelto di resettare o ignorare gli eventi dei film precedenti nei quali avevano trovato spazio eremiti che vivevano nei pozzi e bislacche sette segrete. Analoga scelta è stata fatta da David Gordon Green (Stronger – Io sono più forte), regista di questa pellicola che ignora tutti i film intermedi per porsi come sequel diretto del film originale del 1978, a cui hanno preso parte Danny McBride e Jeff Fradley come sceneggiatori assieme al regista, Michael Simmonds quale responsabile della fotografia e lo stesso Carpenter alle musiche.

Dopo 40 anni di detenzione il serial killer Michael Myers (Nick Castle) riesce ad evadere e a tornare nella cittadina di Haddonfield per trovare e uccidere i membri della sua famiglia scampati alla sua furia omicida. Ma la sua sorella Laurie Strode (Jamie Lee Curtis) è pronta a tutto per difendere la figlia Karen (Judy Greer) e sua nipote Vicky (Virginia Gardner).

Green accompagna al reset narrativo dei capitoli precedenti la rinuncia a introdurre elementi aggiuntivi alla storia originale, limitandosi al tema dello scontro tra gli attempati fratello e sorella, interpretati dagli stessi attori del primo film, evitando però che lo stesso appaia come una sorta di parodistico duello tra pensionati e giocando con alcuni elementi della storia originale come il celebre pre-finale della caduta dal tetto o come personaggi dell’agente Hawkins e del “nuovo Dottor Loomis”, interpretati rispettivamente dal Will Patton e Haluk Bilginer. L’operazione nostalgia riesce pienamente più per l’abilità del regista di creare sequenze ricche di tensione, pensiamo alla scena della carrellata nella casa o a quella del giardino con i sensori di movimento che per merito di un cast in cui perfino Jamie Lee Curtis e Will Patton appaiono impacciati e poco ispirati mentre totalmente dimenticabili sono le performance della Greer e della Gardner.

Il finale ambiguo come nella migliore tradizione horror lascia presagire un sequel, a cui gli sceneggiatori stanno già pensando ma che dipenderà molto dalle reazioni di pubblico, che porterebbe la serie ad eguagliare il numero di pellicole (12) di Venerdì 13. Non male davvero per un arzillo vecchietto di quasi 70 anni con l’hobby dello squartamento.

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