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Giugno 24, 2021
Musica News

Il più grande webmob mai organizzato in Italia | Si apre una nuova fase per poter pianificare il “Prossimo concerto”

L’ULTIMO CONCERTO? 

IL PIÙ GRANDE WEBMOB MAI ORGANIZZATO IN ITALIA

Con la messa in onda degli eventi silenziosi del 27 febbraio

Si apre una nuova fase di riflessione e sensibilizzazione

volta a pianificare il futuro del settore e la sostenibilità

del “Prossimo Concerto”

LUltimo Concerto? È stato definito uno dei più grandi “webmob”,  ovvero un flashmob sul web, del settore della musica dal vivo in Italia. È partito il 28 gennaio  con le immagini delle facciate dei club, sovrastate da un punto interrogativo e si è concluso il 27 febbraio con circa 130 eventi silenziosi, trasmessi in streaming dai palchi dei Live Club aderenti, con la collaborazione di un incredibile numero di artisti del panorama musicale italiano.

L’Ultimo Concerto? non è stato solo un esercizio di stile, né una campagna fine a se stessa.

Attraverso il suo Manifesto, infatti, l’iniziativa si fa portavoce di una serie di proposte concrete che hanno come obiettivo interventi e riforme necessarie, non solo per la salvaguardia del settore Live Club, ma che siano anche a sostegno del mondo del lavoro e dei lavoratori dello spettacolo, oltre che input per la fase di ripartenza e a supporto delle attività legate alle arene e ai festival da salvare per l’estate 2021.

Martedì 2 marzo, dopo solo due giorni dal tanto chiacchierato evento, Dario Franceschini, attuale Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, destina 50 milioni di euro per live club, concerti, autori, artisti interpreti ed esecutori. Un piccolo grande passo che fa registrare l’ingresso di diritto delle parole “Live Club” tra le realtà riconosciute da un DPCM.

Inoltre, giovedì, 4 marzo, durante la kermesse Sanremese, Lo Stato Sociale, Emanuela Fanelli e Francesco Pannofino hanno portato sul palco del Festival le difficoltà dei live club italiani e di tutti i lavoratori del mondo dello spettacolo, fra questi anche Toto Barbato del The Cage di Livorno, fra i promotori attivi della campagna L’Ultimo Concerto? 

“Le città, senza i club, sono più brutte e vuote. Ma non sarà per sempre. Credeteci, i nostri fiori non sono ancora rovinati.”  Lo Stato Sociale dal palco più celebrato d’Italia.

Durante le conferenza stampa di oggi, la band ha voluto nuovamente vicini come ospiti alcuni dei rappresentanti dei lavoratori del mondo dello spettacolo. Un’ulteriore occasione per ribadire gli obiettivi: Noi come scena dei Live Club chiediamo un riconoscimento. Sappiate che in Italia c’è una legge per la sicurezza nei club più restrittiva d’Europa, bisognerebbe rimetterci mano”. – Toto Barbato del The Cage di Livorno.

La campagna infatti punta ora alla pianificazione del “Prossimo Concerto”, partendo dalla situazione dei Live Club, per estendere la riflessione all’intero mondo degli eventi e dei festival, inclusi quelli dell’imminente estate, che si vuole immaginare in ogni caso culturalmente ricca e fruibile, seppur con tutte le misure di sicurezza necessarie.  Ecco perché è importante che i privati ricevano l’adeguato sostegno per sostenere i costi di programmazione e allestimento. 

Spostando lo sguardo più avanti, l’auspicio è quello di un grande progetto di ripartenza, per l’autunno, che possa coincidere con un grande evento mediatico, Un evento collettivo di ripartenza e liberazione dal Covid, diffuso in tutta Italia, promosso e sostenuto dal nuovo Ministero della Cultura, da programmare non appena l’emergenza pandemica lo consentirà.

La situazione attuale dei live club italiani lascia emergere numeri allarmanti. Per i 130 Live Club aderenti all’iniziativa ammontano a 15.000 i concerti cancellati. I mancati incassi sono superiori a 50.000.000 di euro, per una media di  332.491 per singola realtà. Il 49% di questi Live Club dichiara di non avere certezza circa la possibilità di una riapertura a fine pandemia. Durante lanno di chiusura forzata, infatti, i costi fissi, hanno avuto un peso di oltre 10.000.000 di euro, per una media di  63.922 per singolo Live Club.

Una fotografia che è stata messa in luce grazie ai numeri da capogiro generati dall’iniziativa. 165.700 utenti unici collegati, da 133 stati diversi, al sito www.ultimoconcerto.it.

107.000 solo la sera del il 27 febbraio, momento in cui l’hashtag #ultimoconcerto schizzava al quarto posto delle tendenze Twitter in Italia. 570.000visualizzazioni dei video sulle pagine ufficiali Facebook, Instagram e Youtube della campagna. 535.000 utenti unici raggiunti dall’evento Facebook ufficiale. 

Di seguito, il Manifesto completo delliniziativa, che elenca e spiega nel dettaglio tutti i punti di riforma proposti e sottoscritti dagli aderenti.

UnIniziativa voluta, organizzata e promossa da: 

KeepOn Live, Arci e Assomusica

Con la collaborazione di: Live DMA, ASACC (Associaciò de Sales de Concerts de Catalunya), ELMA (European Live Music Association)

Da un’idea di: Plataforma de Salas de Conciertos (PSDC) El Último Concierto – www.elultimoconcierto.com 

Vampire  

E con il supporto di: La Musica che Gira, Bauli in Piazza, PER (Promoter Emilia Romagna)

Un particolare grazie a tutti gli artisti che hanno aderito e ci hanno sostenuto.

Grazie anche ai management, le agenzie di booking e gli uffici stampa che si sono prodigati

per supportarci

MANIFESTO

Secondo i dati dell’osservatorio annuale SIAE 2019, nell’ambito delle attività di spettacolo, i concerti e le manifestazioni musicali dal vivo rappresentano:

●  il primo settore in assoluto come volume d’affari (pari quasi a 1 miliardo)

●  il secondo settore (dopo il cinema) per numero di spettacoli (385.000) e numero di ingressi e presenze (53 milioni) fra spettacoli di musica leggera, i cosiddetti ‘concertini’ e gli spettacoli all’aperto.

I Live Club sono uno dei pilastri sui cui si reggono questi dati e, a prescindere da forma giuridica, dimensione e localizzazione. Sono luoghi multifunzionali e multidisciplinari, di promozione culturale e del proprio territorio.

Questa ricchezza di competenze e funzioni rende i Live Club degli ambienti fortemente dinamici all’interno dei quali lavorano migliaia di persone nell’ambito delle professioni dello spettacolo.

Eppure, fino ad oggi, non è mai stato riconosciuto il valore e il ruolo di questi spazi, al pari di quello che avviene, invece, per i cinema e i teatri.

Per questo, mentre ci interroghiamo sull’ultimo concerto, immaginiamo come sarà e se ci sarà il Prossimo Concerto:

MANIFESTO

Secondo i dati dell’osservatorio annuale SIAE 2019, nell’ambito delle attività di spettacolo, i concerti e le manifestazioni musicali dal vivo rappresentano:

●  il primo settore in assoluto come volume d’affari (pari quasi a 1 miliardo)

●   il secondo settore (dopo il cinema) per numero di spettacoli (385.000) e numero di ingressi e presenze (53 milioni) fra spettacoli di musica leggera, i cosiddetti ‘concertini’ e gli spettacoli all’aperto.

 

I Live Club sono uno dei pilastri sui cui si reggono questi dati e, a prescindere da forma giuridica, dimensione e localizzazione. Sono luoghi multifunzionali e multidisciplinari, di promozione culturale e del proprio territorio.

Questa ricchezza di competenze e funzioni rende i Live Club degli ambienti fortemente dinamici all’interno dei quali lavorano migliaia di persone nell’ambito delle professioni dello spettacolo.

Eppure, fino ad oggi, non è mai stato riconosciuto il valore e il ruolo di questi spazi, al pari di quello che avviene, invece, per i cinema e i teatri.

Per questo, mentre ci interroghiamo sull’ultimo concerto, immaginiamo come sarà e se ci sarà il Prossimo Concerto:

 

Un concerto che va innanzitutto salvato, subito.

Che va svolto in luoghi riconosciuti, sostenuti e valorizzati.

Che deve avere luogo in un contesto di riforma complessiva dello spettacolo dal vivo.

Non ci potrà essere un Prossimo Concerto e una vera ripartenza, se non sarà preceduta e accompagnata dalla sostenibilità e dal riconoscimento specifico per i Live Club, richiesto da tutta la categoria a gran voce da diversi anni.

Le particolarità degli spazi da noi rappresentati – che rappresentano delle colonne portanti del settore musica dal vivo – esigono per la loro ripartenza un orizzonte temporale concertato con le Associazioni di categoria che conoscono le particolarità organizzative e programmatiche di questi spazi (compatibilmente all’andamento della campagna vaccinale e quindi alla curva dei contagi). 

Sarebbe pertanto molto difficile  seguire questa onda emotiva che vorrebbe la riapertura in primavera, perché i Live Club hanno esigenze di programmazione, fruibilità da parte del pubblico, economie di sostentamento, diverse da altri luoghi dello spettacolo quali Cinema e Teatri. 

Inoltre, diversamente da questi, i Live Club non godono di riconoscimento e quindi di misure di sostegno permanenti.

Con questa premessa rappresentiamo le priorità del nostro settore:

· È urgente avviare il processo di riconoscimento dei live club come luoghi della cultura da sostenere e promuovere, siano essi sale private o circoli.

·  Il nostro comparto non potrà aprire con capienze ridotte.

Gli attuali indici di affollamento previsti dalla normativa, sono fra i più bassi in Europa, sottostimano la capacità di lavorare in sicurezza dei nostri luoghi, e già in condizioni normali e in assenza di misure di sostegno, rendevano difficile il raggiungimento della sostenibilità economica della maggior parte degli spettacoli e delle strutture, e vanno opportunamente rivisti indipendentemente dalla pandemia.

·  Devono essere previste delle linee di ristoro economico emergenziale fino alla completa ripartenza.

·  Alla ripartenza devono essere collegate misure per incentivare la partecipazione del pubblico agli eventi, come la deducibilità fiscale sui biglietti e una campagna di promozione dei concerti di produzione e organizzazione di musica contemporanea.

SOSTEGNO EMERGENZIALE FINO ALLA COMPLETA RIPARTENZA

·  Contributi a fondo perduto parametrati al calo di fatturato registrato nel 2020 (che nel nostro settore è pari al 90%) che consentano la copertura dei costi fissi e quindi la sopravvivenza.

·  Riconferma del credito d’imposta sugli affitti come concessa già parzialmente nel 2020.

·  Proroga moratoria mutui e leasing.

·  Azzeramento dei canoni di affitto da parte degli enti pubblici per i concessionari degli spazi adibiti  ad attività culturali

·  Estensione di tutte le misure di sostegno al reddito dei lavoratori, ammortizzatori sociali, CIG, bonus autonomi e lavoratori dello spettacolo, o altre misure assimilabili.

·  Intercessione verso i gestori dei servizi energetici e idrici per l’abbattimento dei costi fissi relativi alle utenze o realizzazione di un “buono utenze”.

RICONOSCIMENTO 

·  Riconoscimento valoriale e ministeriale della categoria dei Live Club come luoghi della cultura; sale spettacolo per la musica contemporanea dal vivo con pari dignità di cinema e teatri, come già avviene in altri paesi europei, permettendo di accedere ad agevolazioni e misure di sostegno, tramite l’istituzione di un fondo e categoria ad hoc, nonché derivare questo riconoscimento a livello regionale.

RIFORMA

·  Rivedere e uniformare le aliquote Iva, al 10% per i biglietti di ogni forma di spettacolo

·  Ampliamento dell’applicazione del Tax Credit e dell’Art Bonus per l’acquisto di attrezzature per lo spettacolo, di strumenti musicali, organizzazione di corsi di formazione professionali, la realizzazione di spettacoli, format e tour.

·  Revisione/riduzione delle imposte e tariffe Imu e Tari ai Live Club in qualità di luoghi della cultura.

·  Uniformare le capienze per gli spettacoli in piedi al parametro di 2 persone al mq come indice di affollamento.

·   Abolizione imposta sugli intrattenimenti (ISI)

NEXT GENERATION

·  Promuovere e sostenere la realizzazione e la gestione di nuove sale spettacolo, anche attraverso progetti di recupero e rigenerazione urbana.

·  Promuovere e sostenere interventi ed attività rivolte all’efficientamento energetico, all’ammodernamento tecnologico e  alla riduzione dell’impatto ambientale (generazione energia green, adozione materiali compostabili, ottimizzazione della raccolta dei rifiuti e smaltimento differenziato, etc…).

 

 

 

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