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Lola+Jeremy

[Voti: 1    Media Voto: 4/5]

Di Andrea Persi 

Le pene d’amore fanno ridere. Lo aveva capito Shakespeare più di 6 secoli fa e lo ha capito ancora di più il cinema che ne ha fatto un vero e proprio sottogenere dei film romantici utilizzato da maestri come Woody Allen, pensiamo all’indimenticabile scena di Hanna e le sue sorelle in cui Michael Caine corre per mezza New York per fingere di incontrare per caso l’amata Barbara Hershey, o da registi di più modesto calibro come il nostro Luca Lucini nel suo L’uomo perfetto. Anche il cinema francese, sempre attento alle tematiche amorose, non è stato da meno e ed ecco arrivare in questi giorni nelle nostre sale la commedia Lola+Jeremy (Blockbuster il titolo originale) diretta dalla regista July Hygreck, autrice delle script assieme a Tom Hygreck, con la fotografia di Antoine Roch e le musiche della band degli Herman Dune e di Audrey Ismael.

Lola (Charlotte Gabris) e Jeremy (Syrus Shaidi) sono una giovane coppia molto particolare. Lei lavora in un negozio di fumetti e ha una passione quasi morbosa per i supereroi e per il regista Michel Gondry, in particolare per il suo film Se mi lasci ti cancello. Jeremy, invece, è un grafico che con l’amico Mathias (Tom Hygreck) gestisce un servizio online per persone in cerca di una scusa per scampare a impegni sgraditi come cene di famiglia o vacanze col coniuge e che ha deciso di riprendere come un reality ogni momento della sua storia con la ragazza. Una scelta che avrà imprevedibili e tragicomiche conseguenze per entrambi.

Ispirato alla godibilissima commedia romantica 500 giorni insieme di Marc Webb il film racconta una storia d’amore sui generis immersa in un universo metropolitano stravagante e quasi surreale con personaggi in perenne sindrome di Peter Pan che si trovano a fare i conti con devastanti delusioni amorose e altri problemi dell’essere adulti a cui reagiscono, e da qui il meccanismo comico\sentimentale del regista, con atteggiamenti estremi volti a suscitare, a seconda dei casi, l’ilarità o la tenerezza del pubblico. L’espediente funziona a tratti, pensiamo alle sequenze dei camei del musicista Manu Katchè, del rapper Youssoupha Mabiki (molto godibile la scena che lo vede protagonista) e dello stesso Michel Gondry ma nel complesso il film non offre spunti nuovi al genere, pur rggendo discretamente fino in fondo grazie anche alla durata fortunatamente non eccessiva.

Pellicola d’intrattenimento senza grandi aspirazioni comiche o sociologiche sui sentimenti, ma simpatica.

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