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Nomination Agli Oscar 2019

Di Andrea Persi

Con buona pace di Trump e dei suoi epigoni sparsi per il mondo, questa 91^ edizione dei premi Oscar, che saranno assegnati il 24 febbraio, sarà dominata dagli stranieri. Diciotto anni dopo La tigre e il dragone di Ang Lee è, infatti, un film non in inglese e per giunta prodotto da Netflix, la piattaforma streaming più odiata dalla Hollywood che conta, ovvero Roma del geniale Alfonso Cuarón, a fare incetta di nomination, ben 10, assieme al dramma in costume La favorita del greco Yorgos Lanthimos. Americana ma non propriamente amata dai conservatori Lady Gaga, al secolo Stefani Joanne Angelina Germanotta che con A star is Born (esordio alla regia dell’attore Bradley Cooper) conquista 8 nomination fra cui quella, piuttosto contestata come miglior attrice. Altrettante per Vice, biopic sull’ex vicepresidente Usa Dick Chaney che vede il poliedrico Christian Bale candidato come miglior attore protagonista nella categoria che promette senza dubbio la sfida più interessante tra il protagonista di Batman, lo stesso Bradley Cooper, Willem Dafoe per la sua interpretazione di Vincent Van Gogh ne Sulla soglia dell’eternità, Rami Malek per Bohemian Rhapsody (candidato a 5 premi fra cui miglior film) Viggo Mortensen per Green Book, (anche lui candidato a 5 statuette) che racconta dell’amicizia tra il pianista afroamericano Don Shirley, interpretato dal premio Oscar Mahershala Ali e la sua guardia del corpo. Sette nomination, invece, per il cinecomic Black Panther (6 tecnici e una come miglior film) che rappresentano un sorta di piccola rivoluzione nei gusti dell’Academy o, a seconda delle opinioni, dello strapotere Hollywoodiano della Marvel. Sicuramente più pesanti le 6 candidature dell’ultima fatica di Spike Lee BlacKkKlansman, tragicomico racconto di un agente di colore che cerca di incastrare dei razzisti e che vanta, tra le altre, la miglior regia, il miglior film, la migliore sceneggiatura non originale e Adam Driver (il Kylo Ren della nuova trilogia di Star Wars) come miglior attore non protagonista. Tre candidature, infine, per Cold War del polacco Paweł Pawlikowski, tra cui miglior regia e miglior film straniero, mentre l’atteso First Man di Damien Chazelle si accontenta di quattro nomination tecniche.
Quest’anno, insomma, l’Academy, privilegia, storie e artisti ben lontani dall’ideale nazionale americano per un evento che, per fortuna, sembra diventare sempre più cosmopolita.

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