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Luglio 21, 2019
Netflix Serie tv

Osmosis – La Recensione

Osmosis è una serie televisiva francese del 2019 creata da Audrey Fouché e diretta da Thomas Vincent.

La prima stagione, composta da 8 episodi, è stata distribuita su Netflix il 29 marzo 2019, in tutti i paesi in cui è disponibile.

Questa nuova serie di Netflix è come un episodio di Black Mirror che non odia la tecnologia.

La sua interpretazione del romanticismo abilitato per nanotecnologie dice che la tecnologia non è il problema, l’umanità lo è.

In linea con “Hang the DJ”, si tratta di una nuova tecnologia che aiuta le persone a localizzare le loro anime gemelle e include domande pesanti, provocatorie e minacciose.

“Se la scienza potesse garantire il vero amore, diresti di sì?”

Ma i primi due episodi si concentrano meno sui pericoli delle nuove tecnologie e più su quelli della vecchia scuola: ambizione, insicurezza, dolore e amore.

Osmosis non si focalizza sui titoloni che portano al panico morale, ma si focalizza sulle storie.

Paul (Hugo Becker) ed Esther (Agathe Bonitzer) sono la squadra fratello-sorella dietro una nuova tecnologia chiamata Osmosi.

L’osmosi pone i nano robot nel cervello di un soggetto e questi leggono pensieri ed emozioni, li rimandano con i social media e altre informazioni disponibili e trovano la perfetta anima gemella del soggetto.

L’osmosi è attualmente in modalità di prova e i primi due episodi seguono le persone nel primo processo quando vengono introdotti ai loro veri amori identificati scientificamente.

Paul, che gestisce il business di Osmosi, sillaba la tecnologia senza rimorsi: “questa tecnologia cambierà tutto! Cambierà il significato dell’essere umano!”.

Ma la trama reale di Osmosis suggerisce che le persone non si adattino così bene all’algoritmo di Paul.

Paul può pensare che l’abilità di trovare un’anima gemella trasformerà irrevocabilmente l’umanità, ma sua sorella non è d’accordo. Esther, il genio della tecnologia dietro Osmosis, è completamente disinteressata al romanticismo. Quando vuole il sesso, salta in una simulazione di realtà virtuale.

Dice a Paul che ha già due anime gemelle che occupano tutto il suo tempo – Paul stesso e la loro madre, ricoverata in ospedale in stato vegetativo.

In realtà, Esther spera di usare la tecnologia Osmosis per far rivivere sua madre, proprio come tre anni prima, ha ridato vita a Paul da uno stato simile.

La tecnologia in Osmosi non crea in sé una distopia o un’utopia. È solo uno strumento, e persone diverse proiettano su di esso sogni e paure diverse, nel bene e nel male.

Questo livello di sfumatura e consapevolezza fa sì che l’osmosi abbia inizio in modo riflessivo e rinfrescante, sebbene sia difficile dire se espanderà le sue intuizioni o le dissiperà.

Valerio Sembianza

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