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Settembre 29, 2020
Musica

Rubrica “L’artista della domenica” – Pino Mango

Per questo appuntamento domenicale parleremo di un grande poeta, compositore e artista, da sempre amato dal pubblico: Pino Mango.

L’artista, nativo di Lagonegro (in provincia di Potenza), è definito dalla critica “innovatore della musica leggera italiana” grazie alla sua estensione vocale (il suo celebre semi-falsetto) ed il suo stile che fondeva pop e rock con  folk e world music. Oltre ad essere cantautore Mango ha  scritto brani per artisti del calibro di Patty Pravo, Andrea Bocelli, Loretta Goggi, Mietta e Loredana Bertè, alcuni dei quali in collaborazione con il fratello Armando. Le sue canzoni sono state interpretate da artisti italiani e internazionali come Mina, Mia Martini, Michele Zarrillo, Giorgia, Leo Sayer, Hélène Ségara, Eleutheria Arvanitakī.  La sua vocazione canora è precoce: intorno all’età di 6-7 anni fa già parte di una cover band assieme al fratello maggiore Michele. Inizialmente i suoi gusti musicali sono orientati verso il soul e l’hard rock.I suoi artisti preferiti sono Aretha Franklin, Otis Redding, Led Zeppelin e Deep Purple, per poi ascoltare successivamente anche Peter Gabriel, Sting, Prince e AC/DC; in età giovanile Mango non si dimostra interessato alla musica italiana, dichiarando che interpretava «al massimo qualche brano di Battisti».

Nei primi anni settanta Mango si reca a Roma per cercare di intraprendere la carriera professionale. In attesa di sostenere l’esame alla Siae conosce Renato Zero, il quale, dopo aver ascoltato le sue canzoni, lo presenta a Franco Migliacci, produttore della RCA Italiana. Sotto la guida di Silvano D’Auria, il primo a notare le sue potenzialità, Mango incide per la RCA l’album La mia ragazza è un gran caldo, pubblicato nell’ottobre del 1976. Due brani inseriti nell’album, Per te che mi apri l’universo e Tu pioggia io mattino, attirano l’attenzione di Patty Pravo, che li reinterpreta nell’album Tanto, seppur cambiando il titolo di Tu pioggia io mattino in Per amarti d’amore.

Nel 1984 Mango presenta alla Fonit un provino che, però, non riceve attenzione. L’artista, deluso dagli scarsi risultati dei primi tre dischi, è intenzionato ad abbandonare la musica e riprendere gli studi. Mogol, giunto negli studi della Fonit per sistemare gli archivi, scopre il provino e, colpito positivamente dal prodotto, desidera incontrare il cantante. L’allora A&R della Fonit, Mara Maionchi, contatta Mango il quale, dopo ripetuti rifiuti e sempre più deciso ad abbandonare l’attività, accetta di incontrare il paroliere. Il provino contiene un brano dal titolo Mama Voodoo, il cui testo è opera del fratello Armando. Mogol decide di riscrivere il testo: nasce così il brano Oro che, pubblicato su 45 giri nello stesso anno, ottiene un grande successo, al punto da diventare uno dei più noti dell’artista. L’incontro con Mogol sarà determinante per la carriera di Mango e il sodalizio tra i due si rivelerà proficuo.

Nel 1985 partecipa al Festival di Sanremo nella categoria “Nuove Proposte” con la canzone Il viaggio, ottenendo il premio della critica. Il brano è inserito in Australia, l’album che introduce Mango al grande pubblico, in cui l’artista incomincia a elaborare un proprio stile contaminato da sonorità world. Nello stesso anno scrive e produce tutte le canzoni di Tempo di Blues, album d’esordio di Laura Valente, che sarà la sua compagna per tutta la vita.

Nel 1986 si ripresenta a Sanremo, portando quattro canzoni, di cui una come interprete e tre come autore: scrive con Alberto Salerno la sigla d’apertura del Festival sanremese, Io nascerò (cantata da Loretta Goggi e incisa per la prima volta da Mango nella raccolta del 1999 Visto così); inoltre è autore del brano Re, con cui Loredana Bertè si esibisce per la prima volta sul palco dell’Ariston e di Nessun Dolore, scritto per Anna Bussotti e presentato nella sezione “Nuove Proposte”. Come interprete  partecipa nella categoria “Big” con il pezzo Lei verrà che, nonostante si classifichi solamente al 14º posto diventa ben presto una delle canzoni più rappresentative della sua discografia. Il brano viene inserito in Odissea, l’album della svolta di Mango, che conquista il disco d’oro e che vede la partecipazione del tastierista Brian Auger, figura di spicco del rock anni sessanta e settanta. Sempre in quell’anno vince il Telegatto come rivelazione dell’anno.

Partecipa di nuovo al Festival di Sanremo del 1987, con il pezzo Dal cuore in poi. Nello stesso anno viene pubblicato l’album Adesso, che contiene il già citato Dal cuore in poi, assieme a uno dei brani più famosi di Mango: Bella d’estate, scritto con Lucio Dalla. L’album conquista 3 dischi d’oro in 5 mesi e viene pubblicato anche al di fuori dei confini nazionali, ottenendo notevoli riscontri specialmente in Spagna, dove si colloca ai vertici delle classifiche; si decide, così, di pubblicare l’album in lingua spagnola con il nome di Ahora, da cui viene estratto il singolo Flor de Verano (versione ispanica di Bella d’estate), che raggiunge il primo posto nella classifica spagnola Los 40 Principales il 30 aprile 1988. Nel 1990 Mango pubblica Sirtaki, il suo album più venduto. Prima dell’uscita del disco partecipa a Sanremo con il brano Tu… sì che, nella stessa edizione, viene anche interpretato dal cantautore britannico Leo Sayer con il titolo The moth and the flame. Il brano, insieme al lato B Ma che musica c’è, compare soltanto nella versione CD dell’album estivo, insieme alla versione singolo del suo brano trainante Nella mia città. I singoli Come Monna Lisa e Ma com’è rossa la ciliegia contribuiscono al successo dell’album, che raggiunge la cifra di 500 000 copie vendute in Italia. L’album Come l’acqua del 1992 conferma il successo di Mango nell’ambito del pop mediterraneo sempre con i testi di Mogol. L’album ottiene un grande successo e supera le 400 000 copie. 

Il 24 maggio 2011 esce il ventesimo lavoro del cantautore, dal titolo La terra degli aquiloni, preceduto dal singolo La sposa, canzone scritta a quattro mani con Pasquale Panella. Nel giorno dell’uscita del nuovo singolo il sito ufficiale si aggiorna e nasce la prima pagina ufficiale su Facebook. L’album vede la collaborazione di Pasquale Panella in tre canzoni e di Maurizio Fabrizio e Guido Morra nella canzone di chiusura Il rifugio, oltre a due cover come Volver di Carlos Gardel e Starlight del progetto francese The Superman Lovers di Guillaume Atlan.

Il suo ultimo album è stato L’amore è invisibile (2014), su etichetta Columbia Sony Music. Nel disco vi sono tre inediti e riletture di musicisti come Sting, U2, Fabrizio De André, Lucio Battisti, Beatles, Pino Daniele e una canzone della tradizione sarda intitolata No potho reposare

.La sera del 7 dicembre 2014 il cantautore viene colpito da un attacco cardiaco fulminante durante un concerto che stava tenendo, davanti a 4 000 persone, al Palaercole di Policoro, in provincia di Matera. Durante l’esecuzione dell’ultimo brano in scaletta, Oro, uno dei suoi pezzi più celebri, Mango accusa un malore e, chiedendo scusa al pubblico, ne interrompe l’esecuzione. Portato nel retropalco, le condizioni appaiono da subito gravi e, malgrado i primi soccorsi, l’artista muore prima dell’arrivo in ospedale. Aveva 60 anni. A sua moglie Laura aveva confidato che avrebbe voluto morire sul palco: “Disse in tempi non sospetti: «cosa c’è di più bello che morire mentre fai musica davanti alla gente, e cioè mentre fai la cosa che ami di più?»“. Il 9 dicembre il fratello maggiore, Giovanni, si sente male durante la veglia funebre, probabilmente anche lui per un infarto o per un episodio cardiaco da stress; l’uomo, settantacinquenne, muore poco dopo l’arrivo in ospedale. Gli altri fratelli, Armando e Michele, giunti in ospedale per visitare Giovanni, anch’essi accusano un malore ma, dopo il ricovero, vengono dimessi. Le esequie del cantante vengono celebrate dall’arcivescovo Francesco Nolè il 10 dicembre nella cattedrale della sua città natale, Lagonegro, dove Mango era tornato a vivere da diversi anni con la famiglia. Alla funzione partecipano le principali autorità cittadine, il presidente della regione Basilicata Marcello Pittella, Mogol, Franz Di Cioccio e Franco Mussida della PFM, Maurizio Fabrizio, i discografici della Sony, gli amici delle radio tra cui Paola Gallo di Radio Italia, e una grande folla di cittadini. Nel primo pomeriggio dello stesso giorno si tengono i funerali del fratello Giovanni, nella chiesa di San Giuseppe.

E’ sOLO UN ADDIO, CREDIMI IO NON CI PENSO MAI, VEDO CHE HAI PIANTO, TU LO SAPEVI..MA DA QUANDo

(BELLA D’ESTATE)

 

E ritornano le incerteZZe fanno fuori le ore
sorprendendomi come sempre ubriaco d’amore
le parole hanno sempre senso vengon fuori da sole appartengono all’universo come spesso il dolore

(la terra degli aquiloni)

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