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Luglio 21, 2019
Netflix Serie tv

Santa Clarita Diet ( seconda stagione)

https://www.youtube.com/watch?v=Wsb0djBkAP0

Di Valerio Sembianza

Gli zombie sono oramai ovunque da anni, quantomeno nella cultura popolare, comunque.Eppure sembra che il pubblico sia stato poco servito per quanto riguarda una buona commedia zombie (con l’eccezione di iZombie, ovviamente).

L’anno scorso, Netflix producendo Santa Clarita Diet aveva lo scopo di risolvere questo problema con uno sguardo divertente a un potenziale focolaio di non morti, raccontato attraverso lo sguardo di una coppia sofferente, forse anche inconsapevolmente, da un po’’di malessere suburbano.

La storia di Sheila (Drew Barrymore) e Joel (Timothy Olyphant) Hammond ha sovvertito le solite trappole della maggior parte degli scenari pre-apocalittici nel tentativo di trasformare il sottogenere degli zombi e riorientare le energie della narrazione su soggetti paradossalmente ancora più inquietanti, come l’auto-miglioramento e il relativismo morale.

Lo show in realtà non si tuffa a capofitto in questi argomenti ma ci balla intorno con alcuni dei più acuti dialoghi attualmente presenti in televisione, e va bene così.

La seconda stagione di Santa Clarita Diet è per lo più interessata a esplorare i modi in cui una famiglia, di fronte a un problema senza precedenti e insormontabile, si adatti alla situazione nuova e sconfortante perché non c’è niente che non farebbero l’uno per l’altro.

In sostanza, la serie non sta solo sovvertendo la tipica narrativa sugli zombi, ma sta anche alzando l’asticella delle sit-com familiari grazie alla generale mancanza di restrizioni sui contenuti disponibili per i creatori di Netflix, un’aggiunta irriverente e insanguinata alla libreria di contenuti in continua espansione dei servizi di streaming.

La prima stagione si è conclusa con un cliffhanger che ha visto Joel rinchiuso in un istituto psichiatrico e Shiela rinchiusa nel seminterrato di casa sua, perché, beh, stava diventando un po’ mordace.

La seconda stagione riprende esattamente dove le cose erano rimaste.

La serie si muove in fretta per risolvere alcune delle preoccupazioni più pressanti della prima stagione, come il rapido deterioramento di Shiela.

Gli eventi della prima puntata, quindi, non sono tanto un ripudio di certi eventi della stagione precedente, quanto una correzione in corsa della strada intrapresa.

Non doversi preoccupare della decomposizione di Sheila dà a Santa Clarita Diet la possibilità di espandersi in modi intelligenti, trattando numerosi argomenti nelle direzioni più svariate.

Mentre il mistero dello zombismo di Sheila è ancora nelle menti degli scrittori (e, chissà, forse anche del pubblico), lo spettacolo va a trattare in primo luogo i modi in cui gli Hammonds stanno affrontando i rapidi e inaspettati cambiamenti e scoprendo chi sono veramente nel processo di trasformazione di uno stile di vita sempre più complicato.

Ma lo spettacolo non guarda solo verso l’interno, c’è anche un nuovo elemento introdotto con l’aggiunta di altri zombi e un paio di misteriosi nuovi arrivati che sicuramente sanno di più di quello che dicono riguardo quello che sta succedendo.

In quanto tale, la nuova stagione di Santa Clarita Diet attraversa una linea sottile tra l’essere una commedia familiare sovversiva e portare avanti la mitologia contorta che farà piacere ad un pubblico amante degli zombi che ha già praticamente visto tutto.

Non è un compito facile, e mentre la stagione avanza e vengono introdotti altri non-mangiatori di persone e personaggi precedentemente ritenuti morti sono letteralmente dissotterrati, l’incertezza inizia ad insinuarsi.

Eppure tanto quanto Santa Clarita Diet  rischia di uscire dai binari della ricerca di risposte di cui non ha necessariamente bisogno, tanto riesce comunque a essere divertente, mantenendo una linea di continuità delle gioie e dei pericoli dell’auto-miglioramento.

Molto di questo come detto lo si deve ai dialoghi, nitidissimi, intelligenti e fonte delle risate più genuine che lo spettacolo ha da offrire.

Santa Clarita Diet si basa sulla chimica del suo cast, guardare D.Barrymore e T.Olyphant discutere la moralità dell’uccisione di nazisti mentre si trovano in una stanza avvolta nella plastica è, stranamente, uno dei momenti più divertenti dell’intera serie.

Non solo la serie funge da commedia più strana e più gioiosa della televisione, ma mantiene anche un livello di coerenza mai visto in una serie che richiede tante grandi scelte.

 

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