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Aprile 6, 2020
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Sonic

L’idea di realizzare film da videogiochi, anziché il contrario, prese piede attorno alla metà degli anni ’90 con pellicole alquanto eccentriche come Super Mario Bros (con Bob Hoskins e John Leguizamo nei passi dei due impavidi idraulici Mario e Luigi) o Double Dragon, ispirato all’omonimo e celebre “picchiaduro”. Vennero poi Mortal Kombat 1 e 2, Street Fighter ( con l’indimenticabile Raul Julia nei panni del villain e Jean-Claude Van Damme in quelli dell’eroe principale) e i vari Tomb Raider e Resident Evil, mentre è certamente più recente l’idea, resa del resto possibile dallo sviluppo della computer grafica, di portare sul grande schermo videogame con personaggi non umani come gli Orchi di Warcraft o i litigiosi maiali e volativi di Hangry Birds.

Ed ecco ora arrivare il turno del personaggio di maggior successo della casa Giapponese Sega, ovvero il riccio blu Sony, protagonista di oltre 30 avventure video ludiche protagonista in un pellicola diretta dall’esordiente Jeff Fowler, sceneggiata da Patrick Casey, e Josh Miller, con la fotografia di Stephen F. Windon (L’uomo del giorno dopo, Lo smoking) e le musiche di Tom Holkenborg (Deadpool, Tartarughe Ninja – fuori dall’ombra).

Il riccio Sonic è costretto ad abbandonare il proprio mondo natale e a rifugiarsi sulla Terra per sfuggire a coloro che vorrebbero sfruttare i suoi misteriosi poteri, grazie ai riesce a controllare l’elettricità e amplificare a dismisura la propria velocità. Giunto nella tranquilla cittadina di Green Hills, si affeziona, pur restando nascosto, al poliziotto Tom Wachowski (James Mardsen) e a sua moglie Maddie (Tika Sumpter). Ma quando i suoi poteri causano un gigantesco blackout, Sonic finisce nel mirino del perfido scienziato Ivo “Eggman” Robotnik (Jim Carrey).

Girato in tecnica mista, con attori umani e computerizzati, il film è una piacevole commedia per i più piccoli che cerca di rappresentare, attraverso lo scontro tra un poliziotto un po’ boy scout alla ricerca di una causa a cui dedicarsi e che la trova nel proteggere una creaturina extraterrestre e uno scienziato egoista e bullo che invece la vede l’alieno solo come un bottino da arraffare, una morale sulla tolleranza e la gentilezza che si dovrebbe avere verso chiunque.

Mardsen e Carrey rispolverando la loro esperienza nei cinecomic, il primo era Cyclope nella trilogia originaria di X-Men e in Giorni di un futuro passato (omaggiato in una scena del film) il secondo l’Enigmista in Batman Forever  di Schumacher, sono senza dubbio perfetti nei ruoli del bravo ragazzo e del prepotente e riescono a realizzare appieno le aspettative registiche di una storia semplice, ma allo stesso tempo divertente ed edificante e dal finale aperto che lascia prevedere un quanto mai probabile sequel delle avventure del riccio blu più veloce dell’universo.

Andrea Persi

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