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Aprile 11, 2021
Curiosità Disney Film News su Disneyland Paris

Soul – La Recensione

Dopo aver affrontato il tema della morte e del distacco in due ottimi lungometraggi come Coco e Onward – oltre la magia, la celebre consociata della Disney fondata da George Lucas che ha rivoluzionato il mondo dell’animazione con la tecnologia del Render Man e con trame dalle tematiche più  adulte rispetto ai cartoon a cui eravamo abituati, affronta ora quella del senso della vita con un film d’animazione a ritmo di blues (o meglio di soul) diretto da Pete Docter  (già regista di Up e Inside Out).

Joe Gardner (Jamie Foxx) è un insoddisfatto maestro di musica, che sogna da sempre di diventare un musicista professionista, nonostante sua madre Libba (Phylicia Rashad) non condivida questa aspirazione. Quando finalmente ottiene l’occasione di suonare nella band della famosa Dorothea Williams (Angela Basset), Joe ha un incidente e si ritrova diretto nell’Altro Mondo, finendo, del tentativo di tornare sulla Terra, nell’Ante Mondo, un luogo dove le anime che devo ancora nascere vengono preparate a questo scopo e si ritroverà, suo malgrado, a fare da mentore a 22 (Tina Fey) un’anima che da millenni si rifiuta di vivere.  

Nonostante gli interludi comici che vanno dalla squinternata banda di mistici viventi  ma in contatto con l’Ante Mondo, alle caricaturali versioni spirituali (che vanno da Abramo Lincoln a Madre Teresa) di personaggi storici e alle rappresentazioni grafiche delle anime non nate e dei loro guardiani (che richiamano, questi ultimi, la celebre Linea di Cavandoli), la pellicola più che tra i cartoon per bambini è da annoverare in quelli per gli adulti che più che ad insegnare ad affannarsi a “cogliere l’attimo” cerca di fa comprendere che l’importante è sapersi godere le piccole cose senza farsi ossessionare dalle proprie aspirazioni o passioni.

Quello che sembra una specie di esaltazione della felice rassegnazione ad accettare la vita come viene alla Fantozzi è in realtà una profonda metafora dell’anima platonica, espressa nel mito dell’auriga e dell’ikigai giapponese, teorie filosofiche che si basano entrambe sull’idea che la ragione di esistere di ognuno si trovi solo nell’equilibrio di elementi interiori diversi (non a caso le anime che dell’Ante Mondo possono nascere solo dopo che hanno riempito tutte le caselle del loro distintivo).

Un cartone adulto e new age nobilitato ulteriormente dal finale insolito che forse però farà storcere il naso ai fan del lieto fine classico.  

Andrea Persi

Eccovi il Trailer

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