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The Equalizer 2 – Senza Perdono

[Voti: 1    Media Voto: 4/5]

Di Andrea Persi

Probabilmente molti associano “The Equalizer” alla divertente scena del film di Martin Scorsese The wolf of the Wall Street in cui viene presentato il personaggio di “Mad Max” Belfort interpretato dal regista Rob Reiner, inopinatamente disturbato da una telefonata mentre guarda la sua serie tv preferita. Una serie tv di fine anni ’80 giunta da noi col nome di Un giustiziere a New York che ha dignitosamente raggiunto le 4 stagioni, ospitando diverse guest star fra cui Robert Mitchum, Telly Savalas e perfino Tomas Milian e che raccontava le imprese dell’ un ex spia, Robert McCall interpretata dall’allora quasi sessantenne attore inglese Edward Woodward che tra un utilizzo “innocuo” delle armi (in stile A-Team, per capirci) e sguardi truci, si aggirava per la Grande Mela indossando improbabili maglioncini cardigan per risolvere quei casi che la polizia non sapeva (o voleva) affrontare. Un plot questo ripreso in maniera ancora più marcata da Antoine Fuqua (King Arthur, Southpaw L’ultima sfida) in questa sua seconda trasposizione cinematografica del telefilm, sceneggiata da Richard Wenk (I mercenari 2, Jack Reacher – Punto di non ritorno), per la fotografia di Oliver Todd (Quel pazzo venerdì, Child 44 – Il bambino numero 44) e le musiche di Harry Gregson-Williams (Veronica Guerin – Il prezzo del coraggio, Le crociate).

Dopo gli eventi del primo film, ex agente della Dia Robert McCall (Denzel Washington) vive ancora a Boston dove, grazie anche al suo lavoro di autista entra in contatto con diverse persone bisognose del suo aiuto come l’anziano Sam (Orson Bean) e il vicino di casa Miles (Ashton Sanders). Ma un nuovo sinistro complotto internazionale lo porterà ben presto ad affrontare un potente nemico privo di scrupoli.

Dopo un inizio non certo dei migliori i cui troviamo Washington truccato alla meno peggio da Imam e una bizzarra didascalia che ci dice che il nostro è in Turchia, precisamente sulle “ferrovie turche”, la storia si snoda in coerenza e scioltezza attraverso la trama principale e le diverse sottotrame, mescolando validamente thriller e azione, pensiamo alle scene in cui i killer entrano nell’appartamento del protagonista o a quella della resa dei conti e non risparmiando nemmeno una rappresentazione della Giustizia, incarnata da un glaciale Denzel Washington, come qualcosa di spietato che non si ferma davanti a nulla pur di punire i colpevoli. Una pellicola solida, su misura per il maturo protagonista di Training Day e per i fan di quegli action thriller che puntano sulla storia e non su esplosioni, sparatorie in stile videogame e acrobatismi  vari.

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