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Settembre 30, 2020
Netflix Recensioni

V Wars 

V Wars è una serie televisiva statunitense creata da William Laurin e Glenn Davis, e basata sull’omonima serie di fumetti di Jonathan Maberry.

La prima stagione è stata interamente distribuita: il 5 dicembre 2019 su Netflix.

 Ian Somerhalder è tornato in televisione, da poco più di due anni da quando “The Vampire Diaries” ha terminato la sua ultima stagione.

Era l’unico che mostrava le zanne appuntite nei panni del malvagio Damon, un vampiro la cui trasformazione da sogghignante a convincente eroe romantico ha segnato uno degli archi più forti dello spettacolo.

In V Wars si sta divertendo un po’meno (intenzionalmente) come il bravo dottor Luther Swann, che si trova incaricato di impedire a una pandemia di vampiri di diffondersi in tutto il mondo dopo che lo scioglimento dei ghiacci a causa dei cambiamenti climatici ne ha provocato il focolaio.

Si apprende subito che l’agente patogeno colpisce solo metà della popolazione che ha un gene che li predispone al vampirismo, mentre l’altra metà rimane umana.

Michael Faye ottiene il gene del vampiro. Ha una super forza, un super udito, ecc. E si scatena in una furia, infettando gli altri.

Tuttavia, i vampiri sono anche un po’come i lupi mannari: sono solo assassini assetati di sangue solo parte del tempo, per il resto stanno rilassati nella quotidianità di una vita dove l’obiettivo è arrivare alla fine della giornata.

In questa clima da guerra civile il governo cerca di sfruttare la situazione per avere più potereperché il terrorismo – persino il terrorismo dei vampiri – risulta ottimo per mantenere lo status quo.

E cos’ si prova a sfruttare a proprio vantaggio anche il dott. Swann, intento a trovare una cura.

Ma una cura non giova esattamente ai nefasti poteri governativi, quindi il dottor Swann finisce in una sorta di missione individuale per unire pacificamente umani e vampiri.

Purtroppo la serie risulta terribile a tutto tondo, dai valori di produzione economici alle cattive sceneggiature, dalla recitazione turbolenta alla regia amatoriale, anche se a suo merito, sembra esserne consapevole di tutto questo.

Non aspira ad essere un bello spettacolo, il che è buono, perché non lo è.

Non definirei questa esattamente un’approvazione di V Wars , ma se costretto a scegliere tra questo e I-Land , probabilmente sceglierei V-Wars .

Quindi, alla fine, V Wars non è il peggiore spettacolo del 2019.

Valerio Sembianza

 

 

 

 

 

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